lunedì 13 maggio 2013

Festa della mamma un paio di ciufoli



Mi aggiro raminga fra i vari blog che seguo regolarmente. È tutto un tripudio di mamme che si sono dedicate meritatissime giornate di riposo, che hanno sperimentato ricette di dolci con i quali hanno festeggiato con le famiglie riunite intorno al desco domenicale, visi sorridenti e rilassati.
E io?
Ma perché cavolo a me non può andare come a tutti gli altri?! Perché?! Vabbè che sono strana, Vabbè che in quanto tale mi circondo anche di persone strane, ma certe volte è troppo faticoso essere me.
Ma andiamo per ordine.
Se ripenso a me stessa ieri pomeriggio che facevo programmi e sognavo di festeggiare a modo mio la giornata di oggi, vengo colta da un misto di irritazione e compassione. Sono qui che ricordo i miei pensieri ingenui di poco più di ventiquattro ore fa, e il braccio sinistro prende a tremarmi in maniera incontrollata.
Ho spostato il braccio. Non trema più. Lo spigolo del tavolo premeva contro un nervo, tutto qui.
"Domani è la festa della mamma" dichiaravo baldanzosa" io non voglio pensare a niente. Mi alzerò all'alba come di consueto, andrò a fare colazione al bar, che manco il caffè voglio preparare. Poi si andrà a fare una passeggiata nei miei amati boschi, sono talmente determinata a non avere pensieri, che nemmeno i panini voglio andare a comprare. Ci penserà mio marito! Dovrà preparare lui gli zaini, vestire le marmocchie e organizzare l'intera escursione. Io mi limiterò a degnarli della mia presenza!"
Che sciocca sempliciona.
Di nuovo il braccio che trema.
Cambio postazione.
Presa dall'entusiasmo, ho provato a coinvolgere anche i miei amici di città. 
Non verranno, ha sentenziato subito mio marito. Non riuscirai a coinvolgere qualcuno che non sia io o le tue ignare figliole, nelle tue gite sconclusionate.
Non gli ho nemmeno risposto e ho telefonato alla mia amica. Ho tentato di dipingere la giornata nel modo più allettante che potevo. Ho parlato dei panorami mozzafiato, della natura incontaminata, ho cercato anche di infilarci dei cenni storici per accendere il suo interesse.
Le prime avvisaglie della defezione c'erano state già dalla prima telefonata.
Pare che i due coniugi nostri amici stiano fronteggiando un'emergenza medica di tutto rispetto. Il maschio di casa, è finito tra le grinfie di una pazza che si è spacciata per medico. Ha inventato per l'occasione anche una branca della medicina che in realtà non esiste. Sostiene di essere una "gnatologa". Come mi fa ridere questa parola...mi fa venire in mente quello stupido tormentone, gangnam style di gran moda qualche mese fa. Così non riesco a smettere di immaginare la sedicente dottoressa che non appena il mio amico è uscito dal suo finto studio, convinto di doversi far rompere tutta la faccia per farsi rimettere in asse la mandibola che in realtà va benissimo com'è, inizia a ballare il gangnam style con il suo finto assistente, per festeggiare di averne raggirato un altro!
"Guarda che la gnatologia è davvero una branca della medicina, ignorante!" mi redarguisce mio marito "l'ho cercata su wikipedia".
Ma torniamo alla storia.
Alla fine della telefonata la mia amica, per farmi contenta, mi ha detto che mi avrebbe mandato un'email in serata per confermare. Ho cominciato a sognare ad occhi aperti. Già mi vedevo nel bosco con le bambine festanti e noi adulti affaticati ma soddisfatti a mangiare i panini comprati da mio marito. il nostro amico, alla fine avrebbe accettato la sua mandibola così com'è e al ritorno avrebbe denunciato la gnatologa. Unica nota stonata sarebbe stata la presenza dello stupido quadrupede di famiglia. Ma non esiste il giorno perfetto, no?
Il giorno perfetto no, ma quello perfettamente disastroso esiste eccome.
Ore 6 del mattino, ho aperto gli occhi e ho pensato" che mi alzo a fare? Oggi non devo fare niente...resto a letto un altro po'"
Alle ore 6.40 ero già in cucina e mi ero pure preparata il cappuccino perché mi piace più quello di casa di quello del bar.
La prima parte della giornata è stata una pacchia. non ho riposto le stoviglie pulite nella madia (Dio mio, parlo come una vecchia dell'800) non ho fatto il bucato. Ho letto il mio libro, fatto un giretto tra i blog, posta elettronica e il consueto sito che consulto quotidianamente aggiornato in tempo reale su tutti i terremoti verificatisi in Italia (è una delle mie fisse del momento) e mi sono goduta la festa della mamma.
Alle 8 si è svegliata la mia figlia maggiore. Mi sono infilata nel lettino con lei e mi sono quasi commossa ad ascoltarla mentre mi raccontava che lei tutte le mattine prende con attenzione gli angioletti dalla cassettiera, li porta nel letto con lei e racconta loro delle belle favole. Probabilmente non è vera questa storia, ma che importa? Io la ho trovata bellissima.
Mentre mi parlava, mia figlia ha fatto la prima cosa strana: con rispetto parlando, mi ha fatto una puzza su una coscia.
Mi scuso per il dettaglio scabroso, vorrei chiarire che io non sono il tipo di madre che la pipì è santa e la cacca è benedetta, e infatti la puzza sulla coscia mi ha fatto un po' schifo e ho mandato di corsa la petomane al gabinetto.
Nel frattempo ho svegliato il resto della truppa e non mi sono curata troppo di capire cosa stesse succedendo nel bagno.
"Solo pipì e molte puzzette, mamma" mi ha rassicurato mia figlia. Io le ho creduto. Perché non avrei dovuto?
Siamo scesi al piano di sotto e mentre leggevo un'altra paginetta del mio libro seduta sul divano, tanto per far capire bene a mio marito che la colazione toccava prepararla a lui, ho visto mia figlia filare come un treno verso il bagno urlando"Oddio, me la faccio sotto..."
Ho sgranato gli occhi, nel frattempo è sopraggiunto anche mio marito e abbiamo raggiunto la sventurata nel bagno.
L'attacco di diarrea è stato mediamente violento, ma rapido e non troppo doloroso. Per questo motivo, non abbiamo voluto dare troppo peso all'episodio.
A fatica, abbiamo convinto la piccola che non avrebbe potuto fare colazione con il latte. Io per spezzare la tensione sono andata al bar a comprare i cornetti.
Mentre andavo, ero talmente esaltata per la giornata che mi aspettava che, incontrando la mia vicina di casa le ho fatto gli auguri per la festa della mamma. Lei è rimasta basita a guardarmi dato che era all'incirca la sesta volta nella mia vita che le rivolgevo una parola al di là del solito "buon giorno".
Tornando dal bar, ho inviato alla mia amica cittadina il seguente messaggio:
"Buon giorno. Non ho trovato email né sms, ma dato che sono consapevole di essere disconnessa dal mondo esterno, mi vorrei sincerare che non abbiate tentato invano di comunicare con me!"
Sono rientrata a casa. L'atmosfera era ancora gioiosa. Abbiamo concesso alla diarroica un pezzetto di cornetto e dopo la colazione ci siamo messe, io e le mie figlie, a consultare la cartina delle escursioni.
Mentre eravamo intente a decidere se optare per l'escursione sulla via Sacra o al fontanile storico, sono stata raggiunta dalla telefonata dell'amica (secondo me, a quel punto già non mi sopportava più!) le difficoltà erano parecchie e le probabilità che riuscissero ad unirsi a noi, piuttosto scarse. L'amica lamentava un certo mal di gola, la bimba era stata colpita da diarrea la sera precedente e il marito era ancora su letto in stato quasi comatoso che passava ostinatamente la mano sulla mandibola per valutare meglio il disassamento.
Ci siamo lasciate per aggiornarci a più tardi, anche perché io l'ho rassicurata che non siamo affatto quelli che partono per le gite alle 7 del mattino. Noi ce la prendiamo molto più comoda.
Siamo tornate a leggere la cartina e io ho cominciato ad illustrare a mia figlia tutte le fasi del vulcano laziale, circa 200.000 anni di eruzioni e colate laviche. Eravamo sì e no a metà della seconda fase, che la piccola è ripartita verso il bagno di corsa e tenendo una mano sul culetto.
A quel punto era chiaro. Quello che io avevo cercato di ignorare fino a quel momento mi si palesava davanti agli occhi in modo inequivocabile: la gita era irrimediabilmente saltata.
Stavo scrivendo un sms all'amica quando lei, che deve aver percepito da casa sua le vibrazioni negative del dramma che stavo vivendo, mi ha telefonato.
L'ho accolta con una voce da funerale. Lei ha ufficializzato che non sarebbero stati della partita. L'uomo di casa si era rifiutato di partecipare. Del resto c'è da capirlo, uno nelle sue condizioni non si può strapazzare troppo, potrebbe procurarsi un ulteriore disallineamento maxillo facciale.
Io, con tono ufficiale ho dichiarato:" bene, alle 10 e 11 minuti, dichiaro definitivamente conclusa la mia festa del mamma"
Attaccato il telefono, è cominciato il mio sfogo, ovviamente raccolto da mio marito che tentava di calmarmi dicendo che avrei potuto fare qualcos'altro. Io, impunita come una bambina scema di otto anni, puntavo i piedi e mentre svuotavo nervosamente la lavapiatti brontolavo. "E ti pareva?! Nemmeno un fottuto giorno all'anno mi è concesso un po' di riposo. Sempre la stessa vita...svuota la lavastoviglie, stendi il bucato, cucina. Ma io non ne posso più. Prima o poi mi troverete a parlare con un palo del telefono, convinta che sia il sultano del Brunei!"
Poi rivolgendomi al tegame che avevo in mano:" buon giorno caro, passata bene la nottata?!"
Sbattevo padelle, panni, e strofinacci come una pazza.
Mi aggiravo per casa sgridando le mie figlie qualunque cosa facessero. Ero intrattabile.
Non ho nemmeno partecipato alla telefonata di mio marito con l'amico cittadino che sbeffeggiando la mia amica, sosteneva che lei solo se avesse noleggiato una macchina con conducente sarebbe potuta venire con noi, dato che anche per andare al bar a prendere un caffè, chiama un taxi...spero che sua moglie non lo abbia ascoltato mentre canzonava le sue doti di sportiva, altrimenti potrebbe aver raddrizzato la mandibola stralunata del consorte con un poderoso destro.
È iniziata una domenica da incubo per tutta la mia famiglia.
Ho lavato, steso, ritirato e piegato tutta la biancheria di casa, anche quella che giaceva pulita nei cassetti. Ho preparato un pranzo completo, ho rassettato la casa e aspirato i materassi con il folletto. Con il battipanni ho menato forte sui piumini e poi ho deciso che solo con la mia fidata idropulitrice avrei potuto sfogare veramente tutte le frustrazioni.
L'idropulitrice è un attrezzo dalle doti sorprendenti. Lo attacchi alla corrente elettrica, ci colleghi il tubo dell'acqua e quella comincia a sparare acqua a 9 bar di pressione scrostando anche lo sporco più ostinato. È una vera meraviglia per una maghetta del pulito come me. Osservare il getto bianchissimo che colpisce il pavimento del mattonato fuori casa, facendogli letteralmente cambiare colore, ha un effetto terapeutico che nemmeno dieci gocce di lexotan.
Ho passato con la fidata compagna di pulizie l'intero pomeriggio. Alla fine ero zuppa dalla testa ai piedi, avevo freddo, ero piena di schizzi di fango sulla faccia, sulle braccia e sulla tuta, avevo un fortissimo dolore alle natiche e al braccio destro, ma mi ero finalmente tranquillizzata.
L'acqua aveva spazzato via ogni sensazione negativa. Passando davanti alla rosa di mio padre, mentre andavo a riporre il miracoloso attrezzo, ho notato il primo bocciolo sbocciato. Buona festa della mamma, ho pensato.
Il cane svampito intanto mi saltava addosso felice.

11 commenti:

  1. Quantomeno...esilarante!
    Mi dispiace per la giornata andata a male, ma è davvero divertente leggerti! :)

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    1. Grazie! Sto ancora cercando di riprendermi. Ho avuto una pessima domenica...e per di più oggi è lunedì!

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  2. La festa della mamma la dovrebbero chiamare la festa alla mamma! Un saluto allegro dalla terra capovolta ;-).
    Tizianeda

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    1. Sei una grande! Sei strana almeno quanto me. Benvenuta tra noi (dove con noi intendo io e tutte quelle che occupano abusivamente la mia testa)

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  3. Uhmmm... altro che Marte e pastarelle!!!
    Ti ci vuole proprio un trasloco in un altro universo e una cura di Nutella per 12 mesi!
    Se avessero detto a mio marito andiamo nei boschi, su una montagna di origine vulcanica, sarebbe partito ed arrivato alla parola boschi!!!
    ahahahha
    Ti svelo un segreto, non investire mai nelle ricorrenze che ti toccano da vicino, è la legge di Murphy.
    Domani avrò un anno in più, ma non mi aspetto il GIORNATONE, altrimenti a fine serata mi suicido.
    Ti abbraccio forte.

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    1. Ottimo consiglio e ottimo proposito. La nutella la tengo alla larga dagli scaffali di casa mia ormai da anni, però purtroppo ieri mia cognata si è presentata con un vassoio di mignon e dato che la mia figlia maggiore aveva la diarrea, la piccola al massimo mangia un mignon e mio marito è un fastidiosissimo morigerato che per di più non ama i dolci...indovina dove è finito il vassoio di dolci?! Sul mio girovita mannaggia il demonio!

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  4. Io sono stata più fortunata, giornata gradevole con una dei miei figli(costretta a casa perchè il moroso aveva un impegno)...l'altro mi ha mandato solo un sms di auguri...L'unico regalo che volevo (un semplicissimo "ti voglio bene mamma") non l'ho ricevuto... Morale: quando crescono trovano nuovi modi per rovinarti la festa della mamma :-(

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    1. Come hai ragione. Infatti già mentre scrivevo il post mi pentivo e mi dicevo:" non lamentarti, pensa che quando saranno grandi non se lo ricorderanno nemmeno che è la festa della mamma e di un abbraccio e un bacio con lo schiocco, nemmeno l'ombra..." Auguri in ritardo da me.

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  5. Queste giornate le conosco bene, soprattutto la parte in cui inizi a parlare con le stoviglie...Il più delle volte inizio sfoghi che dopo 10 minuti mio marito e i miei figli mi guardano a bocca aperta e io mi sento una povera "deficente isterica" e pure un pò esaurita....ma poi come te, per scaricare inizio a tirare a lucido tutto ciò che mi capita tra le mani...secondo me in casa hanno capito che quando regna il caos per farmi sistemare casa velocemente basta farmi arrabbiare ;-) Ieri non è stata una giornata di festeggiamenti ma gli auguri della mia piccola tribù mi son bastati...

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    1. Ho capito di aver sbagliato a caricare la giornata di troppe aspettative. La prossima volta, faccio la gnorri fino all'ultimo minuto. Poi mi metto lo zaino sulle spalle e trascino tutti a fare trekking.

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    2. La prossima volta chiamami che vengo anche io.... :-)

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