venerdì 24 gennaio 2014

La fine del calendario dell'avvento a feste finite

23  Dicembre  Il vecchio canterino di Perugia
Il 30 Dicembre, ho trascinato tutta la truppa in una gita nella città di Perugia.
Il meteo non è stato nostro alleato dato che è piovuto tutto il santo giorno e io ho passato tutto il tempo angosciata all'idea che una mia figlia potesse ammalarsi a causa di tutta quell'umidità. 
Beh, vabbeh! Tortelli ripieni di pomodoro e mozzarella alla crema di spinaci
Dopo un pranzo decisamente notevole consumato in un ristorante al centro della città, ci siamo rifugiati nella „Rocca“. Si tratta della fortificazione dell'antico Comune, ristrutturata ed abbellita da un sapiente gioco di luci che mette in risalto la struttura in pietra dal gusto medievale e un po' misterioso e all'interno della quale è stato organizzato un mercatino natalizio a dire il vero non proprio entusiasmante.
Estenuati dalla troppa pioggia, alla fine abbiamo spedito i due uomini del gruppo a recuperare le automobili nei civilissimi parcheggi attrezzati presenti in quasi tutta l'Umbria subito fuori dai centri storici, e ci siamo posizionate su un muretto ad aspettarli.
Le bambine erano pura energia compressa. Eccitate dalla vacanza, dalla pioggia, dagli ombrelli, dai carboidrati ingurgitati durante il pranzo e dalla loro naturale propensione a scatenarsi, inventavano i giochi più pericolosi e pazzi, costringendo me e mia madre a rincorrerle per salvare le loro vite e anche quelle dei poveri venditori che rischiavano un infarto ogni volta che una delle due minori sfiorava correndo le preziose merci stipate sui loro tavolini instabili.
Ad un tratto, la nonna ha avuto un'idea brillante:“ Separiamole“ mi ha detto con un'espressione tra il disperato e lo sconvolto. Così ha preso per mano la Charmant e la ha condotta per una tranquilla passeggiata „solo per bambini grandi e assennati“ (così l'ha definita per invogliare la bambina).
Io sono rimasta da sola con la polpetta. I miei metodi per convincerla a stare buona sono stati meno psicologici e più dittatoriali di quelli di mia madre:“ Io non ne posso più, vedi di stare seduta e ferma che altrimenti ti becchi il peggior castigo della tua vita“ sono state le mie argomentazioni. Hanno funzionato. Sono una pessima madre.
Mentre io e la piccola di casa eravamo sedute e io tentavo di ritrovare un minimo di equilibrio mentale, ha cominciato a sfilare davanti a noi un'intera comitiva di anziani. Erano un gruppo  molto nutrito, composto da personaggi di vario genere: dalla vecchia biondo platino in pelliccia e capelli cotonati come se non ci fosse un domani, al pensionato modesto con la coppoletta e il bastone, ma tutti rigorosamente over 80.
Sono buffi e teneri insieme gli anziani, ognuno con le sue nevrosi, i suoi acciacchi, la sua dignità e quel modo incerto di camminare.
Noi assistevamo immobili e piuttosto indifferenti a quella sfilata, fino a quando non è comparso lui: Sputato fuori dalla scala mobile insieme a tutti gli altri ma evidentemente il pezzo forte della carrettata di vecchi. Era un uomo ben piazzato, capelli total white impomatati, paltò nero elegantissimo e sciarpa in seta bianca. La sua carnagione era bianchissima fatta eccezione per le sue gote rosse che tradivano uno o due bicchieri di vino di troppo bevuti durante il pranzo a menù fisso che evidentemente gli avevano propinato in una trattoria lungo la statale.
L'uomo era allegro e canticchiava senza troppa convinzione fino a quando non ha incontrato lo sguardo mio e quello della polpetta che immediatamente siamo state ipnotizzate dalla stranezza del personaggio. Accorgendosi di avere due spettatrici, l'uomo ha alzato il volume e facendo i ghirigori con il dito indice che puntava dritto al mento della polpetta, ha cantato la strofa di punta del suo repertorio:“Stai lontano da 'sto cooooreeee...“
Io gli ho fatto timidamente il controcanto mentre la polpetta rimaneva a fissarlo seria.
Due passi dopo, l'uomo non si accorgeva dei gradini e cadeva rovinosamente sulla gradinata. È caduto dritto dritto, come fosse una statuina di legno. Non ha nemmeno messo le mani avanti e si è ritrovato sdraiato a faccia in giù sulle antiche scale della Rocca. Fortunatamente è uscito illeso dalla caduta e l'ho sentito dichiarare ai quattro soccorritori accorsi a raccoglierlo:“ Non mi sono fatto niente! Non avevo visto il primo gradino...c'è poca luce qui...mettete dei fari più intensi anche voi...ma che volete che sia un capitombolo di fronte a tanta meraviglia...sentimentaaaal“ Ha preso sottobraccio una vecchia e ha continuato a cantare illustrando alla povera donna le bellezze del luogo. Quella gli dava corda più che altro perché almeno si poteva appoggiare a qualcuno, ché quelle scale erano una vera tortura per le sue povere ginocchia doloranti. "Ma che è matta quella nonna che si appoggia a lui?" mi ha chiesto la polpetta e poi ha aggiunto:"hai visto mamma? è caduto tutto rigido"
Non avrei dovuto, ma ho riso di cuore, insieme alla polpetta che cercava di trattenersi.

24  Dicembre: Il ritorno dalle ferie al freddo
"Sai che ti dico?" Mi fa lo Strano prima di partire per la vacanza di capodanno "quasi, quasi, chiedo al mio amico di venire a casa il giorno prima del nostro ritorno e di far ripartire la caldaia...così quando arriviamo troviamo casa calda"
"eeeeh BUM, il solito esagerato! Ma perché dobbiamo sprecare il gas, scusa?! Tu spegni la caldaia a pellet, quella a gas non la mettiamo proprio in funzione e quando torniamo, ti metti cinque minuti e fai ripartire direttamente quella a pellet...che ci vorrà mai? Sei il solito sprecone...ventiquattro ore con la caldaia a gas accesa e sai che suonata alla prossima bolletta?! No guarda, non se ne parla proprio...che ci vorrà mai a scaldare casa? due ore e sembrerà di essere alle Hawaii..." E me ne  sono andata usando un canovaccio come gonnellino, improvvisando una danza hula e canticchiando un tipico motivetto hawaiano.
Il giorno 2 Gennaio, la nostra breve vacanza era già giunta al termine.
Siamo rientrati a casa intorno alle 17, carichi di borse e borsoni e io ero già proiettata con la mente alle mille lavatrice che mi aspettavano, tanto che mentre varcavo la soglia di casa dicevo a mio marito:" le borse portale direttamente davanti alla lavatrice, guarda...così schiaffo tutto dentro e non ci penso più..."
Ma mentre pronunciavo questa frase, già alla parola "lavatrice" la mia lingua ha cominciato ad incepparsi e i pensieri si sono fatti confusi. Le mani hanno cominciato a dolermi e i denti a battere per il gran freddo.
Il termometro interno di casa segnava 11,5 gradi.
Lo Strano ha mollato due pesantissimi borsoni di fronte all'oblò della lavatrice e poi non ha perso nemmeno tempo ad insultarmi. Sapeva che ne andava della salute delle sue figlie. Così, è partito verso il vano caldaia con la Diavolina in una mano e l'accendino nell'altra borbottando:"Eccolo là...altro che Honolulu...qui ce prende na broncopolmonite a tutti!"
"Accidenti..." ho sussurrato io mentre infilavo il bucato dei panni scuri in lavatrice e intanto intimavo alle mie figlie di correre finché io non avessi finito. "correre vi scalderà, vederete...oh, guardate che è un'eccezione eh?! in casa non si corre, ricordatevelo...in alternativa potete saltare sul posto" Avviato l'elettrodomestico, ho preso entrambe le figlie e le ho portate sul divano. Le ho coperte con due piumoni, ho infilato loro i guanti, i cappelli con il copri orecchie e le babbucce di lana spessa.
Lo Strano ha impiegato più di mezz'ora a far ripartire la caldaia. Ha avuto dei problemi di tiraggio, dice. Secondo me, i primi venti minuti li ha impiegati seduto sul gradino, con il cane seduto accanto e ha raccontato al quadrupede tutte le sue sventure. Me li immagino i discorsi dei due vecchi amici:"beata te che stai fuori casa, guarda...non sai io quante ne passo lì dentro!"
Comunque alle 18 la caldaia era stata avviata ma noi non avevamo ancora potuto avviare i riscaldamenti perché dovevamo aspettare che l'acqua arrivasse alla giusta temperatura.
Alle 19 abbiamo mangiato pizza tutti imbacuccati. Io e lo Strano ci siamo scaldati con del vino, anche se era piuttosto vecchio e aveva preso d'aceto.
Intanto la temperatura interna scendeva inesorabilmente a causa del calare delle tenebre che avevano buttato giù a picco quella esterna di temperatura.
Alle 20.00 abbiamo scaldato bagno e camera da letto con la stufetta elettrica e ci siamo messi tutti nel lettone cercando calore nei corpi dei nostri vicini.
Il telecomando della TV non funzionava. Abbiamo capito solo il giorno seguente che era per il troppo freddo.
Mi sono alzata a fatica dal letto e saltellando per il freddo sono arrivata al decoder e lo ho sintonizzato su un documentario.
Mentre tornavo a letto anelando il calore del corpo della polpetta che avevo lasciato sotto due piumoni e una coperta, lo Strano mi ha canzonato:"ah Hawaiana! Non ce lo fai un balletto stasera?!"
Mi sono infilata sotto le pezze confidando nel meteo. Ho confidato molto male perché quella è stata una delle notti più fredde di questo inverno.
Per tutta la notte abbiamo sentito la nostra caldaia sbuffare e bruciare pellet come un'invasata.
Alla fine, la mattina seguente la temperatura in casa era quasi accettabile, ma i tanto agognati venti gradi li abbiamo raggiunti dopo ventiquattro ore.
Di tutta questa storia, quello che più mi fa innervosire, non è il freddo patito, non sono le battutine sarcastiche di mio marito che si sono susseguite per tutto il giorno, non è nemmeno l'idea di aver rischiato di far prendere una bronchite alle mie figlie (cosa che fortunatamente non è accaduta).
Quello che davvero mi fa imbufalire è che nel vano caldaia ci dorme il cane e che l'hawaiana, la avrà fatta lei quella notte! Con tanto di cocktail fra le zampe e di gonnellino di paglia! Mentre mi giravo e rigiravo nel letto con il freddo pungente che mi si aggrappava alle tempie e mi impediva di addormentarmi, pensavo a lei, il fottuto quadrupede, che danzava nel suo vano caldo caldo al suono di un ukulele e intanto sghignazzava all'idea di noi quattro congelati nel lettone.

25 Dicembre: il bancomat i contanti e il portafogli. Quando le feste finiscono
Quando le feste finiscono, lasciano sempre un po' storditi. Non so perché, ma quando uno torna dalle ferie si sente stanco. Dovresti sentirti un leone, rigenerato dalla vacanza, con la mente riposata e pronta a ripartire, ma niente da fare. Sei floscio, deconcentrato, privo di verve. 
Questo racconto è ambientato in data 7 Gennaio 2014 e con questo terminerò questo strampalato calendario dell'avvento. Qualcuno starà pensando:" questa è proprio strana...già un calendario dell'avvento come il suo, io non lo avevo mai visto,per di più, lo finisce a fine Gennaio, ma terminarlo con una data che non fa nemmeno parte delle feste natalizie, è proprio da matti..."
Ma il giorno in cui finiscono le feste fa comunque in qualche modo parte delle feste stesse. Perché le contiene e le raccoglie in quella strana sensazione di cui sopra. Quella sensazione per cui uno si sente spossato, per nulla ristorato e con la mente ritorna continuamente a quei pochi giorni in cui la sua vita ha preso una piega differente e le sue giornate erano scandite da ritmi differenti. Inevitabilmente ti viene da pensare che la vita vera sia quella che hai vissuto in vacanza e che quella che conduci solitamente non abbia molto senso.
Il nostro ritorno alla realtà è stato brusco e traumatico: le stranette sono tornate a scuola il 7 Gennaio, portandosi dietro tutto il carrozzone di cartelle, sciarpe e cappelli da mettere e levare, merende da preparare, quaderni, matite colorate, ansie, lavatrici, preoccupazioni, spese da sostenere. Gli adulti di casa hanno ripreso a pieno ritmo il lavoro nella stessa data.
Lo Strano il 7 Gennaio alle 7 del mattino, ha aperto gli occhi facendo una smorfia, come fa in tutte le sue giornate lavorative, con le orecchie doloranti a causa delle mie urla.
Non ci sopportiamo io e lo Strano tra le 7 e le 7 e 25 di tutte le giornate lavorative, nessuna esclusa. Io detesto il suo ciondolare stanco, il suo perdersi dentro casa sua, il suo dormire in piedi mentre tenta di trascinare le figlie in bagno e finge di aiutarmi a preparare Polpetta e Charmant nel loro allestimento da scuola, ma in realtà non è che sappia proprio bene cosa stia facendo, il suo broncio, il suo silenzio. Lui detesta il mio andare di fretta, la mia voce alta, il mio buttare gli occhi al cielo sottolineando la sua lentezza, il mio broncio, il mio silenzio.
Poi, dalle otto in poi, quelle stesse cose che ci hanno irritato, ci fanno sorridere.
Quella mattina, nel turbine di ordini, grida, incitamenti in stile militaresco e occhiatacce, ho comunicato allo Strano che nel mio portafogli c'erano in tutto 3 euro e 7 centesimi. "Oggi non ho proprio tempo di fermarmi a ritirare al bancomat...che poi non è che sia proprio certa di dove si trovi esattamente in questo momento il mio bancomat...cioè, non che lo abbia proprio perso...l'ho solo temporaneamente perso di vista...ma non preoccuparti, lo ritroverò! Tu lasciami solo tutti i contanti che hai, tanto tu puoi ritirare con il tuo bancomat, troverai di certo il tempo tu. Io no, non ho tempo, io c'ho da fare mille cose, non posso mettermi a cercare il mio bancomat per tutta casa..."
Le ho contate, ci sono 88 parole nel discorso che ho pronunciato. Lo Strano ne avrà sentite sì e no 60 e di queste ne avrà comprese all'incirca 30. Nel suo stato comatoso, ha effettuato una grossolana scrematura e alla fine ha decretato che di tutto il mio fastidioso ed interminabile discorso, le uniche parole da prendere in considerazione erano 8:  "Tu lasciami solo tutti i contanti che hai" e così come una specie di automa, ha sfilato i contanti dal suo portafogli e li ha infilati nel mio.
La mia folle corsa intanto continuava imperterrita fra grida, capricci, colazioni consumate di fretta in macchina, cappelli con il pon pon, letture sulla befana.
Non potevo mica, io con tutto quello che ho da fare, ricordarmi che due giorni prima, nel corso di una delle ultime giornate di vacanza, avevo pronunciato quest'altro di discorso:
"Oggi non ho proprio tempo di fermarmi a ritirare al bancomat...che poi non è che sia proprio certa di dove si trovi esattamente in questo momento il mio bancomat...cioè, non che lo abbia proprio perso...l'ho solo temporaneamente perso di vista...ma non preoccuparti, lo ritroverò! Tu lasciami solo il tuo bancomat, tanto oggi mica devi uscire, non hai niente da fare no? Cosa ci fai con il bancomat tu oggi? Io invece c'ho da fare mille cose, non posso mettermi a cercare il mio bancomat per tutta casa adesso, devo andare a comprare i dolcetti da mettere nella calza della befana."
Mio marito in uno stato semivegetativo dovuto all'atmosfera vacanziera, si era alzato dal divano come un robot, aveva sfilato il suo bancomat dal suo portafogli e lo aveva infilato nel mio. Naturalmente, sei millisecondi dopo aver compiuto questa azione, aveva dimenticato quello che aveva fatto e infatti si era ritrovato in pigiama nell'ingresso a grattarsi una chiappa domandandosi:"che ci faccio qui?" Poi con una scrollata di spalle, era tornato sul divano pensando che come sempre si era perso in casa sua e non preoccupandosene affatto.
Insomma sarà stato perché io avevo troppo da fare, sarà stato perché lui quando si trova in casa non vuole utilizzare nemmeno mezzo neurone, fatto sta che il destino beffardo ha voluto che io quella mattina uscissi di casa con i contanti, il bancomat di mio marito ed il mio bancomat ( che misteriosamente è ricomparso quella stessa mattina nel mio portafogli, dove in realtà era sempre stato, solo nascosto dalla tessera della palestra) e che lo Strano invece prendesse la porta di casa fischiettando senza nemmeno un soldo in tasca.
Lo Strano quella mattina aveva mille giri da fare, era già in ritardo ed era in riserva già da due giorni: "meno male che devo passare davanti a quel distributore economico, almeno faccio un bel pieno e cominciamo l'anno buttando un sacco di soldi in gasolio, però economico"  pensava imbronciato mentre guidava.
Detto fatto, arrivato al distributore, ha riempito il serbatoio come se stesse per scoppiare una guerra. Insieme al benzinaio, ha fatto anche una manovra tutta particolare grazie alla quale si riesce a caricare qualche litro in più.
"Sono 82 euri dotto'" Gli ha detto il benzinaio cingalese.
Mio marito con un gesto sicuro ha messo mano al portafogli e mentre faceva il gesto di tirarlo fuori dalla tasca posteriore, hanno cominciato ad affollarsi nella sua mente le immagini di me che gli chiedo di darmi il bancomat, e poi di me che gli chiedo i contanti, ha cominciato a sentire la mia voce stridula, le mie urla mentre gli intimavo di mettermi soldi e bancomat nel portafogli, ha rivisto tutto come in un film. I singoli fotogrammi si susseguivano uno dietro l'altro veloci e una volta aperto il portafogli negli occhi del mio consorte si è palesata drammatica la realtà: "Io non posso pagare".
Il cingalese è rimasto qualche secondo a fissarlo, mio marito intanto fra l'incredulo e l'irritato cercava di accampare scuse, di spiegare.
Il cingalese ha tagliato corto:" spostate dotto' che me blocchi tutto traffico...lasciami documento e vai prende i soldi"
Credo che quello che ho appena descritto sia stato uno dei momenti più imbarazzanti della vita di mio marito.
Il povero Strano, messo alle strette, ha tirato fuori la sua patente, l'ha consegnata fra le mani del cingalese che già non lo guardava più ed era intento a far fermare il cliente successivo nel punto giusto, ed è ripartito mogio ed avvilito.
una volta recuperata la minima lucidità necessaria, lo Strano ha realizzato che in quel momento, la persona più vicina al punto in cui si trovava lui, era mia madre e così mi ha fatto una telefonata intimidatoria in cui mi minacciava di avvertire la mia consanguinea di prestargli 100 euro per pagare il debito e recuperare il suo documento.
"Ah ma'...stavolta l'ho fatta grossa. Lo ho mandato in giro per il mondo senza soldi e senza bancomat...corri, fai svelta, manda Mister M. ad aspettarlo giù sul marciapiede e prestagli 100 euro...sennò stavolta finisce male!" Queste le mie parole per spiegare la situazione.
Non avevo nemmeno finito la frase, che Mister M era già sul marciapiede con 100 euro in mano.
Lo Strano è passato senza quasi fermarsi, ha ritirato dal bancomat umano e lo ha ringraziato vergognandosi come non mai : "manco quando ero ragazzino mi sono mai dovuto far prestare i soldi per mettere la miscela al motorino...tu guarda questa come mi ha ridotto oh..." Questi i pensieri che passavano nella mente dello Strano mentre ribatteva verso il distributore:"che poi come si fa a perdere temporaneamente di vista il proprio bancomat? Se lo sarà perso, sta rincoglionita! e io più rincoglionito di lei che le do ancora retta..."
Preso da questi pensieri in libertà, mio marito si è accorto della pattuglia della polizia sul ciglio della strada, solo quando il rosso della paletta ha attirato inesorabilmente la sua attenzione.
"'Giorno. Patente e libretto per cortesia"
Lo Strano, compiendo gesti lenti e sperando che nel frattempo gli venisse in mente una scusa credibile, ha preso tempo consegnando nelle mani del tutore della legge il libretto di circolazione.
"Patente prego..." Ha ribadito il poliziotto
"Ecco, posso scendere agente?" ha chiesto timidamente lo Strano
"Se desidera..."Questa la risposta a voce alta.
"Mo questo perché deve scendere? Ecco il matto va'...pure oggi l'ho beccato, me pareva strano che non ne avevo fermato nemmeno uno oggi... " Questo il pensiero dello sbirro.
Lo Strano, stando bene attento a fare movimenti lenti e pensando:"Non sia mai che questo me spara pure" è sceso dalla macchina ed ha improvvisato il seguente discorso:
"Veda agente, la patente io non ce l'ho...eh no, non ce l'ho, la mia patente sta al distributore in mano al cingalese...io sono uscito di casa questa mattina fischiettando perché non mi ero reso conto che mia moglie, mi aveva levato contanti e bancomat dal portafogli...non me ne ero proprio reso conto guardi, ci mancava solo che mi prendesse per i piedi e mi sgrullasse per fare uscire pure gli spicci dalle tasche, in mutande m'ha fatto usci' sta grandissima disgraziata...poi io sono andato al distributore e ho fatto il pieno...pure la manovra per fare entrare più carburante abbiamo fatto io e il cingalese...perché stavo al distributore economico e volevo approfittarne. Alla fine siamo riusciti a far entrare 82 euro di gasolio in questa macchinetta! Si rende conto? 82 euro! un record...poi vado a paga'...e mi accorgo che mi aveva tolto tutto...sta donna mi ha tolto tutto, si rende conto?!...allora il cingalese si è reso conto della situazione...dice che anche lui è sposato...e io sono venuto qui da mia suocera...che mi ha prestato 100 euro...li vede i 100 euro?!...eccoli, ce li ho ancora tutti interi in tasca...ora vado dal cingalese, lo pago, mi riprendo la patente e se vuole torno qui..."
"se ne vada, e non si faccia più vedere" Ha risposto il poliziotto scuotendo la testa.
Ma mentre mio marito entrava in macchina, ha aggiunto sospirando:"...sono sposato pure io, ma non mi faccia dire altro che se ci sente la collega qui vicino, ce fa corre a tutti e due...c'ha na mira sta disgraita..."

11 commenti:

  1. E` Il piu` divertente calendario dell` avvento che io abbia letto in vita mia...ci sono dei passaggi esilaranti..ma quello dello Strano che si gratta la chiappa non ricordando cosa stesse facendo e` fantastica.
    Passiamo a cio` che accomuna le ferie natalizie della Strana e della Sfarfalla ( colla s davanti perche` oramai ji sfarfalla il cervello tipo hai presente il volante delle macchine con le gonne sgonfie!!!!????? Ecco cosi!!!

    Non ricordando i giorni precisi posso solo utilizzare i periodi da .....a:
    Da inizio a fine vacanze pc portatile di mio marito con dati importanti di lavoro ( dati di ricerca sulla statistica...robba da nasa!) in balia di un tecnico che per cambiare una ventola rumorosa alla fine ha portato il povero pc a mollare la presa e collassare in maniera definitiva portando con se tutta sua memoria.
    Da inizio ferie a oggi speso circa 100 € di hardisk per vedere se cambiando i pezzi si poteva recuperare ma nada. Ad oggi una clinica del pc online ci ha chiesto 1200 € per recuperare i dati Visto che il problema e` nel cervello che va vivisezionato in camera sterile per evitare se sui dischi cada anche il minimo granello di polvere. Manco i cani!!!!! Vi verrebbe da di `!

    Dopi due gg rottura del pad sempre del Farfallo, inviato in Francia ed arrivato per raccomandata solo da due gg,manco l` avessimo mandato sulla luna.

    Due sabati fa..dopo circa 4 gg mio marito pagando all` ipercoop si accorge che non ha il bancomat....il giovedi prima lo aveva lasciato sulla cassa del hobbycenter. Due giorni di pena prima andare a controllare al negozio che bello bello se lo era tenuto stretto. Cacchio ma vedete il nome sulla carta Visto che e` anche di credito...cercate un num telefonico e fateci sapere o correteci dietro, Visto che quella mattina ci stavamo solo noi nel negozio!!!

    Sabato scorso il Farfallo va per prendere gli occhiali da lettura nello zainetto che usa per andare agli scout e trova la custodia rigida con gli occhiali, con le lenti a vista, praticamente spezzati. Il Gregorillo aveva pensato bene di calpestare lo zaino lasciato incustodito dal proprietario a terra. Furiosa litigata per come era accaduto il fatto. 89 € attendono le mani di un ottico che domattina ci vedra` arrivare cacchi cacchi!
    Nonostante'il caldo natalizio e casa calda...il gregorillo e il lillo entrambi con tosse catarrosa da scaricatore di porto fumatore accanito.Da stasera gregorillo con antibiotico e febbre..il lillo alle presepio con aerosol.
    Mi sono mangiata tutte le unghie e noi siamo rimasti a casa per tutte le ferie dove IO ho cucinato per chiunque!!!! Hip hip hurra`

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    1. Hip hip hurrà!! Cara Farfalla...non sapevo che avessi passato delle feste Cacalizie in piena regola...mannaggia però, anche il Farlallo (mi fa troppo, troppo ridere chiamarlo così) non ne ha fatta una dritta...e che c'ha in quelle mani?! La kriptonite? Ogni dispositivo elettronico che tocca lo fa svalvolare!! Su, fatevi coraggio che è iniziato il nuovo anno e bisogna essere ottimisti....ma pure gli occhiali?! E che cacchio!

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    2. La colpa dice il Farfallo e` mia visto che per il 31 dicembre mi so rifiutata di cucinare le lenticchie che puntualmente auguravano buon anno alla pattumiera.
      << vedrai>> disse con le dita della mano destra, con pollice e indice uniti ad altezza uomo << vedrai st` anno che succede poi io non voglio sapere nulla eh!?!?!?>>
      Secondo me si e` auto-secciato!! ( seccia= sfiga assurda)
      Ahahahhahaha
      Se mi sentisse!

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    3. Ma benedetta donna anche tu! Ma come ti viene in mente di sfidare così l'ira degli dei?!...hai visto cosa è successo?! Presto, fai svelta, poni rimedio. L'unica cosa che puoi fare è preparare 6 kg di lenticchie e cotechino, indossando solo vestiario di colore rosso (dalla mutanda alla parannanza!) e cantando canzoni da Carnaval Carioca...dai su, comincia a cantare che ti faccio il coro: sasueeeeeraaaaa....saaasueeeeraaaaaa

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  2. Allora, la descrizione delle mattine con tuo marito potrebbe essere tranquillamente la nostra!!! E non puoi capire quanto ho riso quando ho letto del bancomat-marito senza soldi-pieno pagato e zero fondi...perché è una cosa che faccio spessissimo anche io a lui, solo che in genere lui si trova in questa situazione davanti al pizzaiolo dopo che gli ha fatto preparare un vassoio traboccante di pizza da portare a casa per cena!!!! L'unica cosa che mi salva è che è suo zio e quindi gli permette di tornare a casa anche senza lasciare il documento!!!! ahahahahahahahahah

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    1. Di mattina sarebbero da rincorrere con lo scopettone...però poracci, mandarli in giro senza soldi e senza bancomat non si fa...su, impegnamoci, facciamo giurin giurello che non lo faremo mai più (da leggersi immaginando noi che facciamo giurin giurello sghignazzando!)

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  3. Dev'essere una turbe mentale quella dei soldi, del bancomat ....io mi ci ritrovo spesso alla cassa di qualsiasi negozio senza una lira ... visto che tra l'altro sono state sostituite dagli euri .... per quelli costantemente dedita alla ricerca ... apposta hanno inventato il bancomat almeno te li immagini .... peccato che facendo tutto in fretta lo lanci sempre con tuffp doppio e avvitamento carpiato nella borsa e quello si infili e di dissolva in mezzo a biro bloc notes, pettine, pochette trucchi irremediabilmnete scaduti e secchi ma inesorabilmente aperta e vuota perchè tutto finisce in mezzo all'altra mercanzia.... guanti ... foulard... fazzoletto da naso.... macchina fotografica inzomma na 24 ore e in ultimo portafoglio irremediabilmente vuoto ...... signora fanno 68,85 euro ... aspetti che cerco il bancomat ... oh mamma non c'è ... eppure l'avevo lanciato qua ....dov'è l'ho lasciato ... forse sul como?
    ma di solito non mi gratto la ciapeta ....divento paonazza e basta ....
    baci
    giusi

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    1. ma che calendario....!!!!

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    2. Sti bancomat li dovrebbero fare delle dimensioni di un foratino...si troverebbero di sicuro...anche io sono campionessa mondiale di lancio del bancomat alla rinfusa e i risultati sono sotto gli occhi di tutti! Hai visto che calendario strampalato Giusi?! Sono proprio Strana, non c'è niente da fare!!

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  4. Che risate Guendaaaaaaaa!!!Sono in casa coi bambini che mi chiedono"mamma perchè ridi??" e io dico a mio figlio scolaro "impara a leggere che così ti fai 4 risate anche tu!" Cavoli tuo marito col poliziotto è proprio una barzelletta !!!!Ma poi che sfiga essere fermato proprio quando non aveva la patente ...complimenti per il tuo strano calendario dell'avvento !!!

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    1. Grazie cara Valeria! Un calendario dell'avvento bizzarro, non c'è che dire...il povero Strano si aggira ancora per casa guardandomi in cagnesco, continua a ripetere :" la situazione più imbarazzante della mia vita...e tutto per colpa tua!"

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