domenica 21 luglio 2013

Neurastenìa




Lettura commentata di una spiegazione scientifica

Dal sito www.pagineblusanita.it:

Neurastenia
aaaah ecco cosa vuol dire quando mi dicono che sono nevrastenica...da oggi in poi tutte le volte, invece di rispondere con il consueto “mavaffallovo” potrò rispondere, dopo essermi schiarita la voce:" il termine che hai appena usato, deriva etimologicamente dal termine greco neyron=nervo e asthenía=debolezza, quindi significa letteralmente che mi hai dato della debole di nervi, non è poi così male"


La neurastenia o esaurimento nervoso è una malattia caratterizzata da una sofferenza morale del soggetto dovuta a cause di ordine psichico (mentali).
ringrazio per aver specificato che le cause di ordine psichico sono meglio definite "mentali". Dunque vediamo, un neurastenico è uno con l'esaurimento nervoso, ok, ho capito. Il soggetto, che sarebbe il neurastenico, patisce sofferenze morali. Sì, lo capisco bene, c'è le ho le sofferenze morali

La neurastenia costituzionale può riguardare maggiormente individui molto emotivi con tendenza all'introspezione e con crisi di malumore.

sulle crisi di malumore, potrei scrivere un trattato, quindi sì ce le ho pure quelle. Quanto all'essere emotivi, potrebbe essere sufficiente a spiegare la mia emotività, il fatto che ogni volta che mi recavo a sostenere un esame, camminando verso il mio personale patibolo, mi auguravo seriamente che un camion mi investisse. Infine c'è la tendenza all'introspezione. Sì ho anche quella, mi domando spesso da dove vengo, rispondendomi che vengo da un pianeta lontano anni luce da qui, ma ancora più sovente, mi domando dove vado, dato che appena svolto l'angolo di casa, mi perdo e per ritrovarmi mi tocca usare tre navigatori e chiedere indicazioni ad almeno sette passanti diversi

Oltre ad una predisposizione costituzionale di ordine psichico,...
quindi uno all'esaurimento nervoso è predisposto, è costituzione, come le ossa grandi, la pancetta prominente o i capelli lisci.

... ve ne può essere una di natura organica; molto spesso, i neurastenici riscontrano ipotensione arteriosa (valori molto bassi della pressione) o disturbi endocrini (cioè delle ghiandole).
oddio sulle ghiandole non lo so, non ho preso ancora piena coscienza del mio stato endocrino, ma sulla pressione ho toccato dei minimi storici che sono stati registrati dall'osservatorio mondiale dell'ipotensione arteriosa.

A monte di disturbi neurastenici ci possono anche essere l'eccessivo lavoro fisico ed intellettuale o la tensione emotiva dovuta alle preoccupazioni, alle frustrazioni legate ad un lavoro Insoddisfacente, ecc..
ce li ho! Ce li ho tutti!!
Eccessivo lavoro fisico: tipo che da quando ti svegli la mattina a quando svieni la sera, non fai altro che muoverti, andare di qua e di là, raccogliere, lavare, salire, scendere, saltare, rincorrere il cane, salire sui tetti, rincorrere le figlie, sollevare le suddette, arrampicarti su scale a pioli, passare il folletto, raccogliere le cacce del cane, infilarsi sotto il letto a raccogliere Biancaneve che è finita proprio al centro sotto il lettone, prendere in braccio il cane (che pesa 40kg) per buttarlo fuori di casa dove si era infilato a causa del temporale...aho, che c'è?! Vi ho turbato con questo elenco troppo lungo?...eh ma non fate i neurastenici pure voi...

Lavoro intellettuale: Che sarebbe? Quello che nell'ultima settimana ho fatto per circa dodici ore al giorno cominciando alle sei del mattino e a volte finendo a mezzanotte? Se è quello, sì ce l'ho.

Tensione emotiva dovuta alle preoccupazioni: Questa settimana ho avuto un pensiero fisso, per una mia amica e la sua famiglia che sta passando la cosa peggiore che possa capitare ad un essere umano e qualunque cosa facessi, dicessi, o pensassi, in un angolo della mia testa c'era lei, un piccoletto in difficoltà e una preoccupazione gigantesca che a volte mi faceva scendere delle strane gocce di acqua salata che partivano da sole dall'angolo dell'occhio e scendevano rigando la guancia fino a cadere per terra. Tutta la tensione emotiva di cui dispongo è diretta a loro in questo momento, augurandomi che tutto si possa risolvere. Andrà bene, sì, andrà bene.
E poi ci sono le frustrazioni legate ad un lavoro insoddisfacente: Non è che io pensi che il mio lavoro sia insoddisfacente, no questo no, è il modo in cui lo svolgo io che crea frustrazioni: sono sempre in ritardo a tutti gli appuntamenti e con tutte le consegne, odio profondamente la maggior parte dei miei clienti che sono spocchiosi, saccenti, restii a pagare e mostruosamente scassapalle, la burocrazia divora qualunque cosa io tenti di fare e il fisco mi perseguita. Quindi non è il tipo di lavoro, sono io...sì devo essere io che sono insoddisfacente per il mio lavoro...deve essere così.

Inoltre, le emozioni intense e prolungate, i conflitti interiori, la difficoltà nei rapporti interpersonali e professionali, le sofferenze morali dovute a lutti familiari, ecc. sono fattori che possono agire nel causare la neurastenia.
di emozioni intense e prolungate ne vivo di continuo, spesso sono emozioni negative che mi trasformano in una specie di mostro mitologico con tanto di fumo che esce dalle narici, occhi strabuzzati, smorfie di ogni genere, sbocchi di rabbia, rantoli.
il conflitto interiore poi è il mio cavallo di battaglia, dato che dentro di me come dico spesso, alberga un intero condominio e tutti i condòmini sono rissosi, maleducati, poco disposti a venirsi incontro, antipatici e qualcuno è pure piuttosto stranetto.
No no, di difficoltà nei rapporti interpersonali e professionali non ne ho affatto, è solo che vorrei ammazzare a mani nude tutti i miei clienti, soprattutto quel vecchio porco che fa apprezzamenti fuori luogo sulla mia persona, e che in tutti gli altri rapporti interpersonali sono un tantino, come dire, asociale. Ma quella è costituzione, lo hanno detto anche i dottori.

I sintomi di questa malattia possono essere: l'astenia (sensazione di indebolimento e di stanchezza),
ce l'ho.
la cefalea (mal di testa),
ce ne ho a pacchi, con tutto il suo corredo di fotosensibilità, malsopportazione dei rumori, giracapo, nausea, dolore lancinante. Quando proprio non ne posso più, affronto tutto armata di un antidolorifico, che però mi causa forti crampi allo stomaco, così prendo una medicina per i crampi allo stomaco, che mi procura sensazione di indebolimento e di stanchezza.


Ronzii alle orecchie,
no, quelli mi mancano, o forse ce li ho ma dato che sono mezza sorda, non li sento.

disturbi della vista,
nel mio caso non parlerei di disturbi. mi è calata la vista punto e basta. ho messo gli occhiali e via. finiti i disturbi. Ci tengo a chiarire che non si trattava di presbiopia, come invece sosteneva mio marito per farmi sentire l'ansia dei quaranta che si avvicinano a passo di carica.

capogiri,
sì, lo dicevo, ce li ho anche quelli.

insonnia,
no, quella proprio non ce l'ho! alle nove e mezza svengo con tanto di bocca aperta e bavetta da un lato.

disturbi di natura sessuale,
mah, se per disturbi di natura sessuale si può intendere anche il vecchio cliente porco che mi fa le avances, sì allora c'ho pure quello.

depressione,
se è vero che la depressione nasce dalla rabbia inespressa, allora io non rischio proprio di beccarmela. Io la rabbia la esprimo, sempre, con chiunque. a volte esprimo addirittura la rabbia degli altri. Ho un repertorio di espressioni di rabbia che farebbe invidia ad un attore consumato. Vorrei non essere così rabbiosa, ma non ce la faccio, proprio non ci riesco a non svalvolare di tanto in tanto, è più forte di me!

inappetenza (mancanza di appetito),
porca vacca, quella mi fosse mai venuta oh. niente, inappetenza non mi riguarda. Qualunque cosa accada, sono sempre lì pronta ad ingurgitare l'impossibile...che cacchio sono neurastenica e l'unico sintomo utile non ce l'ho! Mai nemmeno una nausea che mi impedisca di mangiare, che so io, una diarrea, niente di niente! Ho l'appetito di un bambino spensierato!


disturbi gastrointestinali (ovvero dell'apparato digerente), le palpitazioni, le lipotimie (svenimenti),
no, no e no. Palpitazioni niente, se non mi sbrigo a finire il lavoro con il cliente sporcaccione, rischio qualche palpazione ( e lui rischia di finire all'ospedale) ma palpitazioni no. Anche gli svenimenti non mi appartengono, però qualche volta mi viene voglia di buttarmi per terra e rimanere immobile lì dove sono. Vale come svenimento?


senso di soffocamento o di oppressione, ecc..
altro che "senso" ultimamente mi strozzo di continuo...a volte addirittura con la mia stessa saliva...è che sono presa da altro, sto sempre a pensare a tre o quattro cose contemporaneamente e così mi distraggo sulla deglutizione...

É utile consulto psicologico.
dici eh?...


domenica 14 luglio 2013

Premio IT'S RAINING MEN!



Uomini e donne del World Wide Web, stiamo scrivendo la storia!
Ecco il primo premio per blogger uomini. Vabbeh, forse non sarà proprio il primo, ma fa lo stesso...
I maschi nei blog, sono pochi e ben nascosti, ma qualcuno c'è e sono certa che saranno ben lieti di venire a tenere compagnia al Super su questo blog qualche volta.
Il mio caro amico, del quale l'ultima volta ho avuto notizie venerdì, mentre era nella sala d'aspetto di un dentista che lui definisce genio, ma che secondo me è un pazzo, si sente solo. Dice che in mezzo a tutte queste donne è in imbarazzo, che è l'unico uomo che fa commenti e partecipa attivamente, dice che è sempre la solita storia: che lo trascino sempre in mezzo a una masnada di donne che lo trattano come una di loro...insomma, fa i capricci. Come quella volta che pur di essere intervistato sul mio blog si è inventato una crisi della mezza età inesistente.
Quindi, soprattutto per il fatto che venerdì lo ho mollato lì ad aspettare di farsi maciullare da un pazzo, in compagnia di una vecchia, privo di difese e terrorizzato ( Super vorrei spiegarti che mi è successa una cosa grave e che mi dispiace molto di aver scritto: torno subito, ma poi di essere sparita) vorrei indire il premio intitolato:" IT'S RAINING MEN" 
sottotitolo: premio per autori di blog maschi per il quale si può ambire dal secondo posto in poi perché il primo posto se lo è beccato il Super a tavolino.

Ma non posso mica fare tutto da sola! Sul Super non posso contare, è ancora lì che sta cercando di capire la differenza fra un banner ed un premio, studia, si massaggia una guancia dolorante, scartabella, disegna un po', da un'occhiata al tempo e si gratta il capo.
Quindi, care amiche e amici dovrete aiutarmi voi a scovare i mitici blogger maschi. È tempo ormai che uomini e donne si incontrino nel web. Hai visto mai che qui riusciremo a capirci...

I primi assegnatari del premio IT'S RAIMING MEN sono
6. Semplicemente Giusi
7. Enrica...Vado in Cucina
8. Mammaeco
9. My New Old Life
10. I Segni Dell'Angelo Custode
11. Shabby Passion
12 Mo Te Lo Spiego a Papà
Sì, lo so, sono tutte donne tranne uno, il mitico "mo' te lo spiego a papà". Ma loro saranno i miei MEN HUNTERS!!
Costoro, se vorranno, dovranno seguire il seguente regolamento: 

REGOLA NUMERO 1
Essere sufficientemente strani da accettare questo premio

REGOLA NUMERO 2 
Rispondere alle seguenti domande:

- Cosa ti ha spinto a leggere il blog della Strana?

- Ma che sono questi premi per blogger?! Io ancora non lo ho capito nonostante ne stia creando uno.

- Quanti uomini credi che accetteranno di partecipare a questa iniziativa della Strana?( meno di uno, meno di cinque, meno di dieci, centoventisette, un altro numero minore di 90 che se non corretto potremmo giocare al lotto)

- Credi che ci sia una se pur flebile speranza che uomini e donne possano capirsi almeno su questo territorio neutrale che è il blog della Strana?
- Ritieni che la Strana, sia solo strana come dice di essere o in realtà è proprio completamente sbroccata?

REGOLA NUMERO 3
Scegliere almeno un altro blog a cui consegnarlo (anche più di uno). Ma non un blog qualunque, deve essere un blog curato da un uomo. Dunque, care e cari men hunters, datevi da fare...
una volta individuato il blog, dovrete scrivere sul vostro blog un post sul premio IT'S RAINING MEN, inserendo il link al blog prescelto, e un link al mio post. Se vorrete potrete mettere il banner anche nella side bar del vostro blog, ad indelebile memoria di questa stramba iniziativa.
Vi avverto che se io fossi l'assegnataria di questo premio, alla regola numero 3, sarei già entrata in crisi, perché non avrei capito una cippa di quello che devo fare. Quindi riassumo le regole fino a qui:
1. essere strani ( questa per me sarebbe la parte facile).
2. Rispondere alle 5 domande sopra. 
3. Scegliere uno o più blog di un uomo, scrivere un post sul proprio blog riguardante il premio IT'S RAINING MEN e inserire un link al blog dell'uomo e al blog della Strana. In fondo al post che scriverete, dovrete inserire le domande del questionario che trovate qui sotto e alle quali gli uomini assegnatari dovranno rispondere.
NOTA: Se proprio non trovate un blog 100% maschio, potrete coinvolgere nel questionario uno qualunque degli uomini di casa vostra e pubblicare le risposte sul vostro blog.

QUESTIONARIO PER UOMINI BLOGGERS:
Premessa: caro uomo, hai vinto un premio. Crea un post per celebrare questo evento e rispondi alle domande sotto, inserendo un link al blog http://sonostranaeccome.blogspot.it. Una volta fatto, vieni a trovarmi e lascia un commento sul mio blog! Ciao e care cose.

- Perché hai aperto un blog?

- Avevi già ricevuto un premio prima d'ora?

- Perché secondo te i blog sono curati prevalentemente da donne?

- Saresti disposto ogni tanto a lasciare un commento sul blog della Strana per non far sentire il Super, amico della Strana, l'unico uomo a frequentare questo luogo ameno?

- se la tua risposta alla domanda precedente è stata sì, la risposta resta immutata anche se ora ti informiamo che questa iniziativa è stata vinta a tavolino dal Super (nonostante non abbia un blog) solo perché è raccomandato?

- se la tua risposta alle due domande precedenti è stata sì, la risposta resta ancora immutata anche se ti informiamo che il Super ha frequentato per anni lo stesso parrucchiere della Strana pur sapendo che egli, il parrucchiere, era segretamente innamorato di lui, il Super?
Ad onor del vero si deve aggiungere che la Strana a costringeva, servendosi di orrendi ricatti, il Super ad andare da quel parrucchiere.

- Hai una domanda che ti sta attanagliando la mente fin dalla prima riga di questo questionario?
Se sì, sentiti pure libero di farla.

- Cosa pensi della discriminazione degli uomini blogger?

- Cosa pensi della discriminazione delle donne sui posti di lavoro?

- Quando è stata l'ultima volta che hai chiesto a tua moglie/compagna/madre/sorella indicazioni riguardo all'esatta ubicazione di un qualunque oggetto in casa? Potresti specificare di quale oggetto si trattava?

- Ti sei pentito di aver aderito a questa iniziativa?

- Credi che ci sia una se pur flebile speranza che uomini e donne possano capirsi almeno su questo territorio neutrale che è il blog della Strana?

Grazie per la partecipazione, il vincitore (cioè tutti quelli che aderiranno a questa iniziativa e che si classificheranno secondi dopo il Super) si aggiudicherà il banner premio qui sopra e potrà esporlo sul proprio blog, sulla scrivania del proprio ufficio, sul finestrino posteriore sinistro della propria autovettura o dovunque desidererà.

Avrò fatto certamente un casino, io e la mia pretesa di inventarmi un premio...abbiate pazienza e se potete perdonatemi!



giovedì 11 luglio 2013

Tecnologicamente. Tragicamente il finale


Ok, io non sono nemmeno rossa, ma i capelli dritti ce li ho e quell'espressione da pazza anche

TecnoLogicaMente
Sottotitolo: sì, vabbeh, ora mi metto pure a fare le recensioni...
Ero rimasta lì, di fronte alla porta di casa chiusa inavvertitamente da me, con un pesantissimo scatolone in mano contenente un costosissimo computer nuovo. Niente chiavi, nessuno degli strani abitanti del mia casa in grado di aprirmi la porta. Il cane mi fissava pigro muovendo la coda. Le mie braccia si stavano allungando sempre più. Dalle mani sudate per la fatica e per l'emozione cominciava a scivolare la preziosissima scatola.
Ho ripreso l'azione.
Mi sono girata su me stessa e sempre camminando a gambe larghe, incerta sulle mie ciabatte, sono passata dal giardino, sperando in una finestra aperta. L'ho trovata! Naturalmente quella più lontana, ma finalmente ero dentro.
Ho fatto il mio ingresso trionfale in salone, contemporaneamente mio marito scendeva le scale assonnato ma curioso di vedere il gioiellino. Poteva scendere un minuto prima, 'sto morto di sonno!
Comunque, i due coniugi Strani si sono ritrovati di fronte a questa grande scatola emozionati e felici.

Mi sono affrettata a sgomberare la scrivania.
Il vecchio scassone a manovella che stavo usando è stato trasferito sulla scrivania accanto, perché non potevo ancora abbandonarlo dato che contiene tutti i file e tutti i software che uso per lavorare. Infatti è ancora lì.

Con l'aiuto dell'uomo di casa, io che tenevo la scatola e lui che estraeva il prezioso contenuto, abbiamo portato alla luce il nuovo computer. Come mi era stato consigliato da più fronti, ho cominciato a prendere confidenza e mentre mio marito si occupava dell'unico cavo da attaccare (solo chi odia quanto me i cavi e cavetti che si intrecciano sulla scrivania e tutto intorno, causando polvere, fastidiose allergie e irritazione, può capire quanto sia importante questa caratteristica) io mi sono seduta e ho cominciato a sfiorare tastiera e mouse (rigorosamente wireless, cioè senza fili da attaccare, solo due pezzi di plastica scollegati dal resto del mondo...un sogno) per fare amicizia con il nuovo acquisto.
Antico e fiero con i suoi tasti mancanti, il Vecchio si è guardato il nuovo arrivato e con fare impunito ha esordito:"embè?! Chi ti credi di essere ragazzino?...aspetta di passare qualche anno in questa casa, poi vediamo come ti riduci...vabbeh facciamo le presentazioni: io sono Hp il Vecchio, sono decrepito, mi manca qualche pezzo, ma dentro ancora ruggiscono i miei microchip. Tu?"
Il Nuovo fiero e impettito, guardandolo letteralmente dall'alto mi basso, un po' perché la scrivania dove è poggiato è più alta, un po' perché lui è il doppio del vecchio, ha risposto acido:
"Ciao caro, non ti affaticare troppo che ti si stacca qualche altro tasto...mi chiamo HP TouchSmart ENVY 23 d100-el, come tutti i nobili ho un nome composto, ALL-IN-ONE se non te ne fossi accorto. Desktop PC, Windows 8 , Processore Intel® Core(TM) i3 3220, Memoria 4 GB di DDR3, HD SATA da 500 GB, consolle Beats Audio(TM)...tiè."
Intanto io continuavo a toccare tasti alla rinfusa sulla tastiera che non sapevo ancora accendere e cliccavo su icone immaginarie, ma il mouse e la tastiera erano ancora davvero scollegati dal resto del mondo, quindi quei miei gesti erano del tutto inefficaci.
"Guarda come se lo coccola st'ingrata...a me insulti e offese di ogni genere, a lui le carezze...è proprio vero, la vecchiaia è una brutta malattia" il mio vecchio macinino stava a guardarmi stizzito, meditando orribili vendette contro di me e contro il Nuovo.
Il Nuovo, era gentile con me, e in fondo anche con il vecchio scaldabagno di casa. "Su, non fare il geloso adesso. Sono la novità, sono grande e bello, ho il touch screen e il mio monitor non è rosa pastello come il tuo...cosa volevi che facesse questa benedetta donna?...ma vedrai fra un po' quanto mi odierà...quando capirà che con Windows 8, non ci capirà una mazza, lei abituata con il tuo Windows 95...vedrai che ti rimpiangerà e gli insulti me li prenderò anche io"
Stavo già cominciando a preoccuparmi di come diavolo potessi fare per accendere quel miracolo della tecnologia, quando al semplice inserimento del cavo di alimentazione, la meraviglia si è accesa da sola.
"Già mi piace questo computer...ha già capito che è meglio che faccia da solo perché se sta ad aspettare me, campa cavallo" Questo il mio commento mentre mio marito faceva di corsa il giro della scrivania per venire ad ammirare lo schermo e la sua risoluzione galattica.
"E mo' che vorresti, l'applauso?! Dai va, meraviglia della scienza e della tecnica...facci vedere cosa sai fare..." Il Vecchio di casa, proprio non sopportava il nuovo arrivato...mai mettere due generazioni di computer una di fronte all'altra. Si odieranno e si verrà investiti da una tempesta magnetica che manco sulla superficie solare.
Bene, a quel punto c'era da capire come diavolo interagire con questo gigante che mi ritrovavo di fronte. Mouse e tastiera non funzionavano e presa dall'emozione avevo completamente dimenticato di avere un touch screen. Ci ha pensato mio marito a ricordarmelo, cominciando a imprimere le sue impronte digitali su tutto il mio magnifico schermo. Ho subito compreso che il touch screen non fa per me. Io odio le ditate sul monitor! Mi fanno impazzire. Chissà perché si vanno a mettere sempre in quel punto dove tu devi guardare quel particolare piccolissimo che ti serve la vista di una lince, e loro stanno lì ad offuscare tutto e a confonderti le idee più di quanto non lo siano già.
Ho bloccato il braccio dell'uomo di casa con sguardo assassino e lo ho incitato a trovare una soluzione per mouse e tastiera.
Finalmente abbiamo capito! C'era da infilare una specie di chiavetta USB nel sedere (con tutto il rispetto) di quella meraviglia della tecnologia.
Ci ho pensato io ad infilare la supposta, delusa perché all'inizio avevo creduto fosse una chiavetta USB omaggio...con tutti i soldi che gli ho dato, potevano almeno regalarmi una chiavetta...
"Ahahaha...ora cominciano ad infilare di tutto nel tuo prezioso sederino...una volta la bambina a me ha infilato una matita nella presa Ethernet...non ti dico per levarla! Mancava poco che dovessimo chiamare i pompieri" il Vecchio le provava tutte per terrorizzare il malcapitato.
"Tutta questa meraviglia della tecnologia, sprecata in questa famiglia di pazzi. I due adulti che non sanno nemmeno come si usa un mouse wireless, due bambine teppiste...per tutti i Giga, ma dove diavolo sono capitato?..." Si disperava il nuovo acquisto di casa Strana.
Ok, ero in grado di scrivere e cliccare, ma cosa?! Nessun desktop con isolette sperdute in mezzo ad un mare tropicale, niente cartelle o icone...solo strani riquadri con previsioni meteo, notizie di finanza, simboli tribali...non ci capivo una mazza.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Ad un certo punto il mio computer ha cominciato a farmi un sacco di domande. Nome? cognome? indirizzo email? preferisci il formaggio sulla pasta? E poi decine di caselle da barrare o no...ero nella confusione. Ho chiamato il Super...
"Ah Super, aiuto, aiuto, come fo'? Questo mi fa domande, mi dice barra la casella giusta e io non lo so, non lo so quale sia la cosa giusta da fare!!"
Il Super, con una tunica bianca da Santone, seduto nella posizione del fiore di loto, circondato da un alone di fumo di incenso, mi ha risposto:"Statte calma Fantola! Non ti agitare porca boia, che mi mandi a sbattere con la macchina!! Devi dire di no! Di' di no a tutto! Di' no! Santo Iddio!"
Poi, guardando un tutorial sul mio iPad, dove una donna utilizzava il mio stesso computer come fosse un la cosa più semplice del mondo, ho capito molte cose. Ho capito che gli arcani riquadri sono come le app dell'IPad, ma meno belle a dire la verità.
"Tiè! Uno a zero per il piccoletto..." Al Vecchio, il mio iPad è simpatico. Prova per lui una simpatia mista a compassione perché io lo strapazzo di continuo. Sto sempre lì a scrivere, navigare, fotografare, non lo lascio in pace un secondo.
"Pant, pant, chi è?! Chi mi ha chiamato?! Dove siamo?! Zitti, zitti, non mi deconcentrate...devo scaricare la posta, aggiornare 12 applicazioni, salvare l'ultimo post della Strana ed effettuare correzioni su quella foto che è venuta sovraesposta...non mi disturbate, non mi chiamate, per l'amor del cielo!" Il mio iPad è decisamente lo stacanovista di casa.
Il Nuovo cominciava a spazientirsi:"ci mancava il nevrotico adesso. Keep calm ragazzo, non ti agitare, è stato 'sto vecchio rincoglionito a nominarti...e vabbeh, c'avrai pure le applicazioni di qualità, ma io ho uno schermo da 23 pollici. No dico, non so se mi spiego...io c'ho 4 GB di memoria...le cose che fai te affannandoti tanto, io le faccio con la cicca in bocca...sono proprio circondato da incompetenti...a partire da questa strana qua davanti che mi guarda con la faccia di una scimmia che viene messa per la prima volta davanti ad uno specchio."
Grazie al tutorial di quella che ormai è diventata la mia maestra di vita, sono riuscita ad arrivare al desktop. In realtà non so nemmeno come ho fatto e ancora oggi, tutte le volte che ci riesco accade per caso.
Una volta conquistate le nozioni base, ho iniziato a organizzare il mio nuovo computer con il minimo indispensabile per poter lavorare. Su consiglio di mio marito, ho iniziato scaricando l'Open Office. Una fatica della miseria per arrivare alla fine del processo a questa schermata:

Dico, siamo impazziti? 
"Ahahah hai le performance scarse, ah sòla!!" Al Vecchio, di poco non si staccava la porta del cd dalle risate.
Il Nuovo ormai era uno straccio:" ma no, no, non dargli retta Strana, ricorda le parole del Super: digli di no! Ignora i miei detrattori...è tutta invidia!! Che finaccia che ho fatto...è andata meglio a mio cugino che è finito in esposizione in un grande magazzino"
Insomma, questo nuovo computer ha portato una ventata di aria fresca nella mia casa e nella mia mente. Mi è presa brutta. Ho passato tutto il week end e buona parte di questa settimana a mettere a posto e ripulire. Ho sistemato file e cartelle, ho creato un organizzatissimo archivio con google Drive in parte addirittura condiviso con il mio collega serioso il quale lunedì mattina mi ha scritto di smetterla subito di fargli arrivare un'email per ogni dannato file che condividevo con lui! Ma non mi è bastato. La smania di sistemare e ripulire si è estesa e così ho messo a posto tutti i cassetti di casa, ho ripulito i filtri della lavatrice e dell'asciugatrice, ho messo ordine anche sulla mia scrivania che è sempre stata una lampante dimostrazione del fatto che l'entropia dell'universo è in continua ed inarrestabile crescita. Alla fine, il mio sposo esasperato ha avuto una mezza crisi isterica e di fronte ad una padella di broccoli surgelati mi intimato di smetterla subito, che non ne poteva più.
Mi sono offesa, ho pensato che l'uomo di casa non mi capisse affatto e indignata mi sono rifugiata in due giorni di silenzio e muso lungo.
Poi ieri, ho deciso di far tornare la pace fra le quattro mura della mia casa e così mi sono calmata e ho desistito dall'intenzione di arrampicarmi sulla scala e ripulire un ripostiglio sottotetto che non affronto ormai da anni.
Da tutta questa storia ho capito due cose:
1. In una famiglia, si raggiungono degli stati di equilibrio instabile che per un nonnulla vengono sconvolti e ci vogliono buona volontà e perseveranza per ritrovare un nuovo equilibrio anch'esso instabile che presto crollerà.
2. Windows 8 è l'inferno!! Io non mi ci abituerò mai!! Aaaaahhh come rimpiango il buon Windows 95 del Vecchio! Questo nuovo è un bastardo fottuto deficiente cretino e io lo odio, sì, lo odio con tutta me stessa!!
Commento finale del Nuovo:" lo avevo detto io, questa non ce la può fare."

martedì 9 luglio 2013

COSA?! COME?! IO?!



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COSA?! COME?! IO?!...Non posso davvero crederci, ma come ho fatto?! Sono lusingata, onorata, stupita e incredibilmente felice. Guarda, la soddisfazione supera di gran lunga quella provata quando vinsi un kg di cozze ad una corsa campestre, o di quando alle superiori, scrivendo un tema vinsi un pellegrinaggio in Terra Santa! Ti ringrazio di cuore. Guendalina.

Questo è il commento entusiasta che ho scritto alla gentilissima Silvia P. di Ma Petite Maison (no, dico, avete visto?! Ho imparato persino a mettere un link...io ve lo dico: mi monto la testa!) 
In poche parole, come si dice? Ce l'ho fatta, ho avuto una menzione d'onore? Insomma sono "I was Featured" !
Non mi chiedete ulteriori spiegazioni, perché altrimenti mi fate fare brutta figura.
Io direi che sto bene così, non aggiungo altro, non faccio altro e trascorro le prossime due ore a cercare di sostituire il banner qui a fianco con quello qua sopra.
Già mi gira la testa...



domenica 7 luglio 2013

Keep calm AND ci sto provando

Follow my blog with Bloglovin

Ho seguito le istruzioni di c'è crisi c'è crisi
Non ho capito una benemerita mazza di quello che ho fatto.
Però credo che ora mi possiate seguire anche su Bloglovin'. Ammesso che sappiate cosa sia. Io non lo so che cos'è, ma ho scaricato l'applicazione sull'iPad e ora cercherò di capirci qualcosa.
A modo mio questo era anche un ringraziamento alla chiarissima Alex del blog c'è crisi c'è crisi. Se ci sono riuscita io, vuol dire che tu sei stata magistrale nella spiegazione. Grazie di cuore.

Tecno Logica Mente in Attenta Attesa


Giornate piene, giornate dense di avvenimenti.
Qualcuno saprebbe spiegarmi che cos'è la noia?...
Sono giorni che giro come una pazza, mi lamento, telefono, uso l'iPad, trascuro il blog, scrivo email a tutto spiano, mi informo, chiedo.
Alla fine, ho ordinato il nuovo computer. Il criterio scientifico di scelta mio e di mio marito è stato il seguente: c'è questo computer che ha un prezzo che varia da 850€ a 1050€ sui vari siti di vendita online accreditati o meno, sul sito di una grande catena di elettronica molto diffusa si trova ad un prezzo molto inferiore.
Deve essere un affare...lo prendiamo.
Mi sono prima accertata che il mega computer avesse tutte le caratteristiche elencate dal mio collega serioso al quale mi ero rivolta per chiedere consiglio, e una volta appurato, la decisione era presa.
"Per te è fin troppo!" ha commentato il serioso quando gli ho detto della nostra risoluzione. Mi sono offesa un po' e ho pensato:" ma mo' pure il serioso si mette a fare le  battute sulla mia incapacità?!"
Mio marito si è messo seduto con calma e ha compilato tutti i campi necessari. Ha pagato con la carta di credito dicendo:"io glie l'avevo detto a quella sconsiderata che a Natale non si doveva far regalare l'iPad ma un nuovo computer..." E mentre io preparavo una pasta alla carbonara che non avrei mangiato e commentavo:" Non si regge 'st'omo, non ne posso più di sentirlo brontolare..." Lui inviava la richiesta. Acquisto eseguito, consegna prevista in 24/48 ore.
Mezz'ora dopo, dalla banca ci hanno chiamato tutti allarmati che qualcuno ci avesse clonato la carta di credito." Eh, ci scusi sa signor Strano, ma non accade mai che lei faccia una spesa così importante online
usando la carta di credito..."
"Avete ragione, la verità è che non accade mai che io faccia una spesa così importante punto" ha risposto mio marito e si è messo a raccontargli tutta la storia partendo da Babbo Natale fino ad arrivare alla mia disperazione di questi giorni. L'impiegato della banca ha ascoltato attentamente, poi ha detto a mio marito qualcosa sulle mogli che sono tutte uguali, si è sfogato un po' anche lui per gli orari assurdi che gli fanno fare in banca, per le tasse, per la vita da pendolare che non sopporta più, e alla fine hanno attaccato il telefono contenti di quella neonata bella amicizia.
Dunque facendo due conti, considerato che tutto ciò avveniva alle 20 di mercoledì, le 24 ore scattavano alle 20 di giovedì e mi sembrava piuttosto improbabile che il corriere venisse a casa mia a quell'ora, quindi la data X doveva essere venerdì. Bene, proprio il giorno in cui io avevo un'infinità di cose da fare e non sarei stata a casa praticamente mai. Per giunta, giovedì sera non avrei dormito nemmeno a casa mia, quindi la mia assenza sarebbe stata totale.
Non mi restava che rivolgermi al mio gentilissimo vicino di casa, il padre dell'architetto. Gli ho citofonato, gli ho raccontato tutta la storia, partendo da Babbo Natale fino ad arrivare alla mia disperazione di questi giorni, ho evitato di insultare Babbo Natale perché il mio vicino è identico spiccicato, con la barba bianca e tutto il resto e pensavo che si sarebbe offeso. lui ascoltava, annuiva, si massaggiava pensoso la barba e ogni tanto mi dava qualche pacca sulla spalla. Alla fine del racconto, io ero in lacrime e lui mi ha assicurato che sarebbe stato tutto il giorno in finestra pronto a ricevere per me il corriere. Avrei voluto abbracciarlo, ma mi sono  trattenuta.
Così venerdì mattina mi sono svegliata in un letto non mio, ho caricato figlie e madre in macchina ( tre generazioni di donne strane) e mi sono avviata sfidando il caldo verso ben due gironi infernali. Due uffici pubblici del Comune di Roma dove dovevo sbrigare alcune faccende.
Nel primo girone, quello degli accidiosi, impiegati annoiati rispondevano svogliatamente ai poveri cittadini che tentavano di orientarsi nel dedalo della burocrazia, numeri d'ordine si avvicendavano impazziti su maxi schermi luminosi, le mie figlie giocavano a "lupo mangia gelato" mentre io piccata, rispondevo all'email di un mio antipatico cliente augurandogli in cuor mio una violenta diarrea. Rimanendo in argomento, la figlia charmant ha anche fatto la cacca nel bagno dell'ufficio pubblico.
Finito con il girone degli accidiosi, all'uscita mi trovi di fronte questa scena.
Cimitero di computer davanti ad un ufficio pubblico
Era chiaro che fosse un monito:"....ricordati Strana...ricordati di noi..." Sembravano sussurrare le anime inquiete dei computer trapassati e accatastati.
Un'angoscia si è impossessata di me...speriamo che il mio vicino di casa faccia quello che mi ha promesso...speriamo che tutto vada bene...e fai che il corriere passa proprio nel momento in cui quel povero Cristo sta al gabinetto?! La preoccupazionemi attanagliava.
Secondo girone infernale. Gli iracondi. In questo secondo ufficio gli impiegati erano isterici, i cittadini erano isterici, addirittura gli automobilisti che passavano lì davanti con la macchina erano isterici e suonavano come pazzi.
Le mie figlie hanno giocato ad acchiapparella nel giardinetto davanti all'entrata ed hanno raccolto dei fiori sui quali io ho stimato che avessero pisciato almeno settecento cani. Rimanendo in argomento, la mia figlia polpetta ha anche fatto cacca nel bagno dell'ufficio pubblico. Bene, ho constatato che gli intestini delle mie figlie sono due orologi svizzeri.
Nel secondo girone non ho concluso un accidenti. Tutta quella strada, quel caldo e gli improperi che ho dovuto sentire, per scoprire che solo prendendo un appuntamento via internet avrei potuto parlare con un impiegato iracondo che mi avrebbe maltrattato pesantemente. "eh ma tanto è inutile che ci provi a prendere un appuntamento, cara signora..." mi ha detto l'addetto adirato " il portale consente di prendere appuntamenti  fino al 5 Agosto e al momento non c'è nemmeno mezzo posto disponibile.." mancava solo che mi facesse la linguaccia e mi dicesse tiè!
Comunque, inefficienza degli uffici pubblici a parte, ci siamo ribattuti verso casa di mia madre. Abbiamo pranzato praticamente con l'imbuto e poi via a casa.
Davanti al cancello di casa mia, senza nemmeno scendere dalla macchina ho tirato fuori la testa dal finestrino e ho chiesto al mio personal Babbo Natale se ci fosse qualcosa per me. "Niente, nada" ha risposto lui ancora alla finestra.
Che delusione, mi toccherà di certo aspettare lunedì.
Ormai ero rassegnata.
Sono rientrata a casa ciondolante e mentre le mie figlie mettevano a soqquadro l'intero salone di casa, mi sono messa a sbrigare alcune faccende di lavoro utilizzando l'iPad e quel macinino di computer che mi era rimasto. Il tempo di scrivere un'altra email piccata al cliente odioso e anche mio marito ha fatto ritorno a casa.
Vedendomi seduta alla scrivania, circondata da fili polverosi, con gli occhi arrossati e i capelli dritti, ha capito che il computer nuovo non era ancora arrivato.
Quattro chiacchiere, alcune mie lamentele, un rimprovero al cane scemo che in nostra assenza aveva combinato questo disastro sul prato
Profondità misurata della buca: 27cm.
e poi l'uomo di casa distrutto da due giornate di missione in una città ostile, si è andato a stendere sul letto, lasciandomi in queste condizioni:
Vecchio computer collegato a monitor rosato. Da notare tasti mancanti sulla tastiera.
Ero lì che tentavo di far fare contatto al tasto del numero 1 sul mio vecchio computer quando ho sentito il rumore di un mezzo pesante che passava sulla stradina di casa mia.
Sono saltata sulla sedia. Eccomi ho urlato al bellissimo corriere ( in realtà era un cesso, ma in quel momento a me è sembrato un adone) mi sono precipitata fuori, chiudendo la porta alle mie spalle.
Saltellando per la felicità, ho smarrito una ciabatta come Cenerentola, ma sono andata avanti lo stesso. Arrivata davanti al cancello, ho realizzato di aver dimenticato di prendere le chiavi di casa. Per non fare brutta figura con quel "fico" del corriere ho detto:"Fa niente, me lo passi pure da sopra il cancello..."
Lui mi ha accontentato, ma cavolo non avrei mai immaginato che un computer nuovo pesasse un'ira di Dio.
Con le braccia sollevate sopra la testa, ho afferrato il peso procurandomi una contrattura che credo mi provocherà indicibili dolori per i prossimi sei mesi. Poi portando lo scatolone sopra la testa come le donne di una volta portavano le otri di acqua, mi sono avviata con un piede scalzo verso la porta di casa, urlando al corriere:" La ringrazio infinitamente, non la dimenticherò mai!"
Arrivata all'altezza della ciabatta perduta, ho fatto una manovra degna di una contorsionista per calzarla di nuovo. A quel punto ho anche approfittato per prendere più comodamente lo scatolone, ma non volevo poggiarlo per terra dunque mettendo a dura prova i muscoli Trapezi, Romboidi piccoli e grandi, Deltoidi e persino gli Infraspinati, sono riuscita a tenere lo scatolone con entrambe le braccia allungate verso il basso.
ho cominciato a risalire la rampa con le gambe larghe e le braccia che sembravano allungarsi ad ogni passo. A fatica sono riuscita a salire i quattro gradini del pianerottolo che conducono alla porta di casa.
Mi sono trovata là davanti, le mani occupate, gli occhi pieni di felicità e un pensiero martellante in testa:
E mo' come faccio?
Da notare le ciabatte. Ok, io non sono bionda, ma per il resto  era tutto identico.

martedì 2 luglio 2013

Che guaio...


Avvertimento per il Super: leggendo questo post sarai assalito da un irrefrenabile istinto di prendermi a schiaffi davanti a tutti. Ti ho avvertito.

Che guaio, che guaio...
Ieri sera ripetevo come una cantilena queste parole. Seduta sulla soffice sedia modello presidenziale, le ginocchia che si toccavano e i piedi distanti, i gomiti poggiati sulla scrivania e il mento poggiato sui palmi della mano. Ai piedi un paio di infradito e in testa un mollettone anni'80 e molti brutti pensieri.
Ogni tanto intervallavo il "che guaio" con un "come faccio adesso?..."
Sono ormai mesi che sulla mia scrivania il parco informatico è così composto:
Numero uno: Un pc portatile dell'anno 2005 il cui schermo mi ha lasciato circa un anno fa ( mi dicono si sia rotta la retroilluminazione, ma che ne so io) e che quindi è collegato con un monitor esterno. Al portatile mancano i tasti "s" e "d" e anche il tasto del numero "1". Li ha staccati la mia primogenita quando era molto piccola ma io non mi sono mai persa d'animo e ho sviluppato una tecnica tutta mia per premere quei tasti, riuscendo con le mie unghie sempre spezzate e con la forza del pensiero a far fare uno provvidenziale contatto.
Numero due: il su menzionato monitor esterno datato 2001 odissea nella spazzatura. È piuttosto piccolo, perfettamente quadrato, spesso circa 10cm e guardandolo si ha sempre l'impressione che tutto sia rosa. È impossibile regolarne il contrasto o la luminosità perché quando si spingono i tasti appositi, questi rimangono incastrati. In Compenso ogni tanto si regola lui da solo e quindi può accadere che da un giorno all'altro la sfumatura rosa, si trasformi in verdino oppure violetto.
Numero tre: il mouse attaccato al portatile. Acquistato dal cinese, di colore rosso e grigio. Ha il filo che si avvolge intorno ad una bobina, ma ormai è incastrato ad una lunghezza media, sopra c'è scritto "Hong Jiang" a testimonianza delle sue origini asiatiche e la rotellina di scorrimento si accende quando il pc è acceso cambiando colore da verde a rosso a fuxia. Una vera sciccheria. Questo Hong Jiang deve essere una specie di Gucci cinese. Oppure Hong Jiang in cinese vuol dire :" guarda che cagata che ti sei comprato!" Non so.
Numero quattro: tastiera nera con incrostazioni bianche che sono lì a testimoniare una gloriosa storia fatta di estremi sacrifici. Questa ha tutti i tasti e quando li premi fanno un fantastico rumore vintage come quando nei film i protagonisti usano il computer (ma perché nei film nessuno usa mai il mouse?...tutti a premere questi tasti forsennatamente e velocissimamente...forse i gesti che si fanno quando si usa il mouse non sono abbastanza cinematografici) quella tastiera io la considero la mia Ferrari, perché è ancora tutta intera e perfettamente funzionante.
Numero cinque: casse esterne acquistate dal cinese. Il cinese è il mio fornitore informatico di fiducia. Anche le casse funzionano, gracchiano un po' ogni tanto, ma funzionano. Soprattutto servono per informarmi che mi sta per arrivare una telefonata perché tre secondi prima che squilli il cellulare cominciano con questa specie di suono che sembra il galoppo di una mandria impazzita di cavalli allo stato brado.
Numero sei: un altro monitor, credo datato 2004. Questo è più grande del primo, più piatto e fino ad un mese fa aveva anche contrasto e luminosità perfettamente funzionanti. Peccato che ad un certo punto abbia cominciato a fare imbarazzanti pernacchie. Cominciava all'improvviso e spernacchiava come un matto, in maniera del tutto incontrollata ed imprevedibile, poi diventava tutto nero. Ma io avevo capito il trucchetto. Quando gli prendeva brutto, io facevo il giro della scrivania e gli staccavo il cavo dell'alimentazione. Lui aveva uno svenimento improvviso. Poi io rinfilavo il cavo, seguiva un'inquietante scintilla e lui riprendeva a funzionare con il contrasto a posto, la luminosità perfetta e tutto il resto. Io, tutta fiera rifacevo il giro della scrivania saltellando e di solito esclamando:" so' troppo forte con la tecnologia". Mi pavoneggiavo, ma in cuor mio sapevo bene che non sarebbe durato molto a lungo. Infatti di lì a poco, un giorno mentre eseguivo la solita procedura, andando a riattaccare il cavo non ho visto nessuna scintilla. Addio luminosità e addio contrasto. Ho scrollato le spalle e ho archiviato il morto nel box pensando che almeno avrei guadagnato un po' di spazio sulla scrivania e che il monitor piccolo e rosato avrebbe servito entrambi i computer a turno.
Numero sette: un altro mouse, questa volta acquistato al negozio dei computer. Dice che è ergonomico, a me sembra solo deforme. Mi è antipatico ed è pure brutto, ma dato che probabilmente è l'oggetto più nuovo e di maggior valore che ho sulla scrivania, me lo tengo stretto. Deve durare almeno per i prossimi sedici anni.
Numero otto: e veniamo al pezzo forte, al traditore. Comodamente appoggiato sul pavimento, di fianco alla scrivania, sommerso dalla polvere e protetto da una rete fitta ed intricata di cavi di ogni genere, c'è il re della mia postazione: una case tower marca COLORSit modello imprecisato, so solo che l'ho trovato uguale identico su shoppydoo al prezzo di 41,47€ (spedizione gratuita). Stimo risalga al secolo scorso dato che difficilmente la sua data di immatricolazione supera il 1995. Ha resistito a lungo il mio veterano. Arrancava ma non mollava mai, con la sua ventola sempre accesa che faceva lo stesso fracasso di un 737-800 in fase di decollo. Un vero eroe che ieri mi ha mollato. Anche lui aveva dato delle avvisaglie. Quando al mattino andavo a spingere il grosso tasto di accensione, dal quale si era staccata l'etichetta e che lasciava intravedere la meccanica all'interno ( giuro, la meccanica!) a volte semplicemente non partiva. Io facevo finta di niente e spingevo più forte parlando con dolcezza al mio indispensabile vecchio, come si parlerebbe ad un vecchio brocco un po' matto che si impunta. Lui alla fine si convinceva e la ventola attaccava tossicchiando. Ieri mattina invece, non ne ha voluto sapere. Si è spento così il mio COLORSit. Se ne andato nel sonno. La morte dei giusti. Quello che non è giusto però è che questa dipartita scatenerà una serie infinita di disgrazie nella mia confusa esistenza.
Come faccio adesso?! Come faccio?...Che guaio...
Dunque la giornata di ieri è passata fra una preghiera, un paio di tentativi di rianimazione (uno per il computer e uno per me) alcune ore in cui ho fatto finta di niente e alla fine l'accettazione. È stato così che a fine giornata mi sono ritrovata seduta sulla sedia modello presidenziale con le ginocchia unite, i piedi distanti, il mento appoggiato sui palmi delle mani, i gomiti poggiati sulla scrivania un mollettone in testa e le infradito ai piedi a scuotere il capo ripetendo all'infinito:" che guaio".
A quel punto mio marito, vedendomi ridotta alla disperazione non ha potuto resistere e finalmente si è sfogato tirando fuori quel "te l'avevo detto" che si teneva dentro fin dal mattino. La divergenza di vedute fra me e lui, andava avanti fin da Natale. Cioè da quando io avevo chiesto a Babbo Natale un iPad invece del computer di cui avrei avuto bisogno. Lui sosteneva che con il costo di un iPad mi ci sarei potuta comprare un computer con i contro fiocchi ma io non avevo voluto sentire ragioni. "Non chiedo mai niente, non mi interessa un accidenti di cellulari, borse firmate, automobili o gioielli...una volta che chiedo una cosa, vuoi vedere che Babbo Natale si mette pure a sindacare?!" Questa era la mia arringa. Dato che non faceva una piega, Babbo Natale ha "fatto Pippa" e mi ha accontentato (se qualcuno se lo stesse chiedendo, "fare Pippa" vuol dire stare zitti ed eseguire anche se non si è d'accordo).
Adesso però i nodi sono venuti al pettine. I componenti della centrale nucleare che mi ritrovavo sulla scrivania, hanno cominciato a mollarmi ad uno ad uno e alla fine ho dovuto accettare la realtà dei fatti. Il dramma: Devo comprare un nuovo computer.
Già so tutto, io già lo so. Già immagino perfettamente cosa vorrà dire tutto questo.
Intanto invece delle tanto agognate due settimane che quest'anno avrei voluto fare di vacanza, me ne beccherò una sola. Porca zozzaccia infame balorda, un ammasso di plastica e silicio costa quanto un appartamento al mare per una settimana ad Agosto...ma si può?!
Ma questo non è nemmeno l'aspetto peggiore. Il vero dramma sarà imparare ad usare questo sconosciuto che si impossesserà delle mie giornate da qui al prossimo mese. Non ci capirò niente, mi sentirò un'idiota per la maggior parte del tempo e anche eseguire le operazioni più elementari diventerà difficile quanto progettare uno shuttle. Meno male che almeno per le cose più urgenti potrò usare l'iPad...lo scrivo e intanto lo leggo ad alta voce mentre mi passa accanto mio marito...ma lui continua a scuotere la testa e non mi da retta. 
Sono tutti contro di me, persino il mio collega, che ho prontamente informato dell'accaduto perché è direttamente coinvolto, dato che abbiamo sette-ottocento pratiche in sospeso da terminare insieme e quindi lui dovrà sorbirsi le crisi di pianto che stimo avrò ogni otto minuti per i prossimi due mesi. Quando gli ho comunicato la ferale notizia, con estremo tatto ha tentato di dire qualcosa del tipo:" effettivamente negli ultimi mesi avrei voluto consigliarti più volte di cominciare a pensare all'acquisto di un nuovo computer...soprattutto quando ti chiamavo e tu mi rispondevi acida:"non ora, non adesso Cristo Santo, la stampante si è inceppata e il monitor sta facendo scintille!! Ti richiamo io..."
Ok, avete ragione tutti quanti, è tutta colpa mia va bene?! Sono una cocciuta somara con il paraocchi...ho fatto orecchie da mercante di fronte a chiari segnali di cedimento...che Bill Gates mi perdoni, e ora sono nella cacca fino alle orecchie e ho un milione di cose da fare e verrò linciata dai clienti e dal mio collega.
Io, quel deficiente di Babbo Natale e le nostre stupide idee...